
Chi è Santa Rosalia. Santa Rosalia è la santa patrona di Palermo. Venerata da più di tre secoli, è colei che ha liberato dalla peste la mia città nel 1625.
All’epoca del suo intervento miracoloso si conosceva poco della sua storia. Nel tempo molti devoti sono rimasti affascinati dalla purezza e dalla santità del suo stile di vita a tal punto che ogni anno migliaia di pellegrini giungono da ogni parte della Sicilia sul Monte Pellegrino per pregare e chiedere grazie alla Santuzza.
Rosalia Scalia visse tra il 1130 e il 1170. Nata nell’agrigentino dalla nobile famiglia dei Sinibaldi, trascorse la sua giovinezza a Palermo alla corte della regina Margherita, moglie del re Guglielmo I detto il “Malo”.
Promessa in sposa ad un giovane signorotto locale, si dice che, poco prima delle nozze, ebbe in visione davanti allo specchio Gesù Crocifisso che le chiese di ritirarsi in una vita contemplativa e spirituale.
Rosalia rispose subito alla chiamata e visse in solitudine e preghiera in diversi luoghi e boschi della Sicilia tra cui, Santo Stefano di Quisquina e Bivona, emulando la pratica in uso all’epoca dell’anacoretismo.
Il suo pellegrinare si concluse a Palermo sul monte Pellegrino, dove, come narra la tradizione, lei volle essere murata viva.
Nel luogo in cui furono ritrovate le sue reliquie oggi si trova un sontuoso santuario intagliato nella roccia.
Il culto. Il popolo palermitano è molto devoto alla santa che non abbandonò la città nel momento del massimo bisogno. La peste, infatti, nel 1624 stava devastando il capoluogo siciliano.
La storia tramandata oralmente narra che un giorno una nave proveniente da Tunisi e approdata a Palermo portasse con sé a bordo il morbo della peste.
Il flagello in poco tempo si diffuse per tutta la città, mietendo numerose vittime. Tra le vittime, però, si diffusero racconti di guarigioni miracolose per opere di una santa ancora sconosciuta.
Due gli episodi più importanti e documentati.
Il primo è la testimonianza di una donna, una tal Girolama
Il secondo è il racconto del saponaro Vincenzo Bonelli che aveva perso la moglie a causa della peste. Deciso a suicidarsi, salì sul monte Pellegrino dove gli apparve Rosalia. La santa gli indicò il luogo in cui erano sepolte le sue reliquie e gli chiese di portarle per le vie della città perché avrebbero fatto grandi miracoli.
Il povero uomo, allora, andò dal vescovo Doria che, affascinato dal racconto, avviò delle indagini sulle ossa ritrovate e scoprì che appartenevano ad una giovane donna, Santa Rosalia.
Il vescovo ordinò che si facesse una processione. Al passare delle ossa, tutta la città fu guarita dal morbo fatale.
Il festino…”U fistinu”. Dalla prima processione del 9 Giugno 1625 ad oggi i palermitani sono rimasti fedeli alla santa. Per questo ogni anno, in piena estate, si organizza il “festino”, una serie di spettacoli itineranti in onore della santa miracolosa.
Il festino (per noi palermitani “U fistinu”) inizia il 10 Luglio e si conclude il 15 Luglio. In quei giorni la città è in fervore. Tutti attendiamo con ansia la messa in scena della storia del miracolo. E tutti insieme viviamo un grande momento di identità collettiva.
Il popolo palermitano, unito dalla tradizione, sfila in processione dietro il “Carro Trionfale” della santa, allestito ogni anno da importanti artisti locali e non che mettono il loro talento al servizio della città.
L’iconografia del carro si ripete nel tempo: un vascello, quello recante la peste, un monte, il Monte Pellegrino, e sul monte, sovrasta Santa Rosalia che salva la città.
Il carro attraversa le vie del centro storico e al suo passare, la gente affacciata ai balconi grida il nome della santa e getta petali di rose. Dal Cassaro alla Marina tutta Palermo è vicina alla santa con cui vuole ancora dialogare. Ai Quattro canti, il cuore della città vecchia, il sindaco sale sul carro e grida una frase che ormai è passata alla storia: “Viva Palermo e Santa Rosalia”.
La processione si conclude alla Marina, dove uno spettacolo di giochi pirotecnici tiene la gente con la testa rivolta verso il cielo a contemplare quella volta dai mille colori.
Il 15 Luglio tutto si conclude con una processione religiosa dietro le ossa della Santa che, come nel lontano 9 Giugno 1625, attraversano la città attirando l’attenzione di tutti, uomini di fede e non.
A mezzanotte le ossa vengono riportate in cattedrale e già si comincia a pensare a come sarà il prossimo e tanto atteso festino.
Vi propongo una seria di link per vedere alcuni stralci del festini degli anni passati. Si tratta di frammenti dello spettacolo teatrale messo in scena durante i festeggiamenti. Negli anni molti attori importanti, come Remo Girone, hanno voluto partecipare agli spettacoli. Nel primo vedrete alcune scene del festino del 2004, nel secondo una danza siciliana molto bella.
http://www.youtube.com/watch?v=DuNp4Axp2rI&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=DEeO7vy1CM4&feature=related
5:56 PM
guiff

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